Giro delle spezie

Una volta a Zanzibar sono da visitare le piantagioni di spezie tipiche dell’isola di Zanzibar che l’anno resa famosa nel mondo.

Sono chiamati chiodi di garofano i boccioli essiccati ancora chiusi della “Eugenia caryophyllata.
Già noto ai Cinesi più di 2mila anni fa, i chidi di garofano, avevano proprietà curative e lenitive, messo sotto un dente ne alleviava il dolore, posti su una ferita dolorante leniva il dolore stesso, usati anche come cura per il mal di schiena.

Posti in infusione e bevuto il suo estatto si diceva che “avremme aumentato le forze di Venere”.Noto anche ai Romani e citati da Plinio, pur non venendo presi in considerazione ne come farmaco e tanto meno come spezia dalla maggior parte degli autori greci, latini ed arabi.
Oggi usati perlopiù nelle preparazioni culinarie (selvaggina, preparazioni strettamente nordiche …) sono reperibili in erboristeria, ma anche nelle produzioni industriali in distribuzione nei supermercati.

La coltivazione dei chiodi di garofano, come di molte altre spezie si e` sviluppata a Zanzibar negli ultimi 200 anni. Secondo gli studiosi contemporanei, i chiodi di garofano furono introdotti a Zanzibar durante la seconda decade del 19° secolo, prima di diventare un Sultanato dell`Oman. Dopodiche`, nel 1820, Seyyid Said bin Sultan (1804-1856), il primo Sultano Omanita, creo` a Zanzibar un vero impero commerciale attraverso la creazione di piantagioni di spezie, sfruttando il lavoro degli schiavi ed avendo il monopolio in tutta l`Africa Orientale, riusciva a commerciare con tutto l`Occidente.

Diede alla produzione di spezie, fondamentalmente chiodi di garofano e copra (la polpa della noce di cocco essicata), un forte impulso, estendendo la loro coltivazione in tutte le piantagioni che egli e molti altri membri della famiglia possedevano nel Nord Ovest di Unguja “Zanzibar”, i cui terreni erano fra i piu` fertili di tutta l`isola.

Noce moscata, questa spezia viene ricavata da un albero, o arbusto di grandi dimensioni, sempreverde. Si tratta di un albero alto fino a 7-10 metri, con fusto eretto, corteccia di colore grigiastro, e legno che contiene un lattice di colore rosso o rosato; nella forma ricorda un grande albero di arancio.

Due-tre volte l’anno produce numerosi frutti, della dimensione di piccole pesche, di colore verde, divengono gialli a maturazione; quando sono maturi si aprono a metà, rivelando una noce grossa 3-4 centimetri circa, ricoperta da un arillo di colore rosso acceso. All’interno della noce si trova un unico seme, morbido, diviene presto di consistenza legnosa; questo seme è la noce moscata

Questa spezia viene molto utilizzata in cucina, per ottenerne un aroma più intenso è bene grattugiarla al momento dell’uso. Da secoli viene utilizzata anche in erboristeria e nella medicina naturale; l’ingestione di grandi quantità di olio di noce moscata può portare a stati allucinatori ed a una leggera forma di intossicazione, ed anche alla morte.

Prima di essere utilizzate per l’alimentazione le noci, ed anche gli arilli, vengono essiccate e spesso immerse nella calce viva, per evitare qualsiasi possibilità di germinazione.

Pepe, arbusto facente parte della famiglia delle Piperacee, Si tratta di un arbusto rampicante che può arrivare fino a 4 o 5 metri d’altezza con dei frutti piccoli e rossi.

La parte utilizzata della pianta sono i frutti i quali una volta raccolti e essicati vanno a farmare il pepe da tavola, il pepe nero è quello con la buccia mentre il pepe bianco sono i frutti senza buccia.

I grani contengono un’essenza formata per il 2% da alcuni idrocarburi, per 2-4% da resine, e dalla piperidina, un alcaloide dal sapore piccante, che si trova soprattutto nella corteccia (per questa ragione il pepe nero è più forte di quello bianco).

Albero del pane, pianta tropicale appartenente alla famiglia delle moracee e diffuso su tutta l’isola,e costituisce una delle principali fonti di cibo.

Il frutto commestibile, che ha le dimensioni di un piccolo melone, ha una scorza ruvida e coriacea e una polpa bianca e farinosa che può essere preparata e consumata in diversi modi.

L’albero del pane raggiunge al massimo 12 m d’altezza e ha lunghe foglie lucide, coriacee e profondamente incise; i fiori unisessuali sono portati dalla stessa pianta su racemi separati. Dalla corteccia interna si ricavano fibre tessili; con il legno, tenero e leggero, si costruiscono mobili e piccole imbarcazioni, mentre dalla linfa si ottengono preparati impermeabilizzanti.

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