ZANZIBAR: STORIA DI UN’ISOLA SEMPRE IN FERMENTO - Mvuvi Resort | Mvuvi Resort Zanzibar
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ZANZIBAR: STORIA DI UN’ISOLA SEMPRE IN FERMENTO

Zanzibar, storia dell'isola | Mvuvi Resort

Tra i tanti arcipelaghi situati nell’Oceano Indiano, uno in particolare è tra i più conosciuti nel mondo: questo paradiso si chiama Zanzibar.

Con questo nome, nello specifico, ci si riferisce all’isola principale dell’arcipelago altrimenti detta Unguja; abbiamo poi Pemba, seconda per dimensioni, e svariati altri isolotti minori spesso incontaminati per mantenere vivo l’habitat di alcune specie rare esistenti solo in queste zone.

La capitale di tutto l’arcipelago si trova sulla prima isola, la più grande, ed è anche lei chiamata Zanzibar: un quartiere in particolare ricopre un ruolo di tutto rispetto, stiamo parlando di Stone Town, parte centrale dell’isola e dal 2000 patrimonio dell’Umanità UNESCO. Le principali attività di sostentamento dell’arcipelago sono il commercio di spezie (chiodi di garofano in prims, prodotto monopolio di stato esportato in tutto il mondo, ma anche pepe, cannella e noce moscata), la lavorazione della rafia, fibra grezza molto resistente utilizzata soprattutto nel settore dei cordami, e ultimo ma ugualmente importante il turismo, che ha visto il suo fiorire nei primi anni ‘90.

storia di zanzibar: le spezie

In principio si ebbero influenze arabe provenienti dall’Egitto, dall’Arabia e dalla Persia, le quali diedero vita, tra il IX e il X secolo, alla cultura swahili.

Successivamente, nel 1499, il famigerato esploratore Vasco da Gama sbarcò dal Portogallo a Zanzibar e si trovò di fronte ad un già affermato centro per il commercio tra Medio Oriente, India e Africa.

I Portoghesi, governatori di Zanzibar dal 1503, furono allontanati dagli arabi nel 1698, momento in cui Zanzibar cominciò a far parte dei possedimenti dell’Oman. Nel 1861 poi, come conseguenza di uno scontro per la carica di sultano, Zanzibar e Oman si separarono in due principati autonomi.

Sultano Zanzibar | Mvuvi Resort

Il Sultano di Zanzibar controllava anche una porzione della costa orientale dell’Africa, ovvero quella regione conosciuta con il nome di Zanj, i cui confini furono decisi da una commissione tedesco-britannica che la identificò in una striscia di terra di circa 20 km di larghezza ed estesa in altezza da Cape Delgado fino a Kipini includendo tutte le isole lungo la costa e alcuni paesini somali.

Tra il 1887 ed il 1892 il Sultano perse tutti questi domini, i quali passarono a Gran Bretagna, Germania e Italia.

L’Impero britannico progressivamente assunse il controllo e la posizione tra Zanzibar e l’impero stesso venne decisa nel 1890 quando la Germania garantì di non interferire con gli interessi anglosassoni nell’isola, la quale venne resa protettorato dell’Impero l’anno stesso.

Regnanti inglesi a Zanzibar

Nel 1896 iniziò una breve guerra anglo-zanzibarina la quale pose fine all’egemonia della seconda sul commercio degli schiavi, pratica iniziata nel 1811 dal Sultano Seyyid bin Said: 60 e più anni durante il quale furono venduti più di un 1 milione di esseri umani con lo scopo primario di garantire operai alle piantagioni europee presenti nell’Oceano Indiano.

Fu nel dicembre 1963 che Zanzibar ricevette finalmente l’indipendenza dalla Gran Bretagna come monarchia costituzionale sotto il sultano. Questo assetto durò poco: il sultano fu deposto nel gennaio 1964, e ad aprile l’isola di Zanzibar si unì al Tanganika per formare la Tanzania, unione che dura ancora oggi.

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